Mail di una precaria apartitica ai suoi colleghi precari raccomandati

1 07 2009

Come tutti voi avrete saputo nottetempo, ieri la nuova Giunta si è riunita ed ha deliberato la proroga di sei mesi per i 38 contratti a TD ed i 19 co.co.co. in scadenza al 30.06.2009.

La sottoscritta è rimasta fuori dalla porta della stanza in cui si discuteva del nostro futuro fino alle 19.30, insieme con la dirigente del Lavoro ed il dirigente del Personale.

Innanzitutto volevo sottolineare quanto questi due dirigenti si siano dati da fare in questi giorni per illustrare numero “n” volte, al presidente prima ed alla Giunta poi, la necessità e l’opportunità delle nostre proroghe. Non perché noi stiamo loro simpatici, semplicemente perché gestiamo servizi fondamentali che si sarebbero potuti trovare nel caos più totale da oggi. Ed hanno fatto bene a puntare su questo: noi, agli occhi di gente che non ci conosce, come singole persone valiamo veramente molto poco, e gli avvenimenti recenti lo hanno dimostrato. Noi secondo l’opinione pubblica siamo questo: “raccomandati”, “fannulloni”, “figli della sinistra”. Ora capisco che tanti abbiano la coda di paglia in questo senso, ma scusate IO NO. Io non ci sto. Io sono pugliese e lavoro in un territorio dove non ho parenti, mariti, cugini ed amici degli amici che vadano a bussare alla porta dell’Assessore di turno. Tutto quello che ho guadagnato in questi anni lo devo alla mia professionalità, che è cresciuta anche grazie a delle persone che hanno creduto nelle mie potenzialità.

Io in questi 2 anni di lotta ci ho messo la faccia, insieme con altri 7/8, che  – forse proprio perché non avevano santi in paradiso – hanno passato dei pomeriggi con i sindacati, hanno incontrato e si sono scontrati con il presidente, il direttore generale e compagnia cantando.

Gli altri dov’erano? Al mare, a fare la spesa, a crescere i figli? Secondo voi i 7/8 sfigati di cui sopra non avrebbero avuto anche loro altro di meglio da fare? Eppure eravamo lì, a combattere, a chiedere il meglio per TUTTI.

Quindi:

pur ammettendo che il salto della quaglia ormai è lo sport preferito dagli italiani, e che ora i mariti, cugini ed amici degli amici andranno a bussare alla porta del nuovo Assessore, da un certo punto di vista ho un’unica speranza, e cioè che questa Giunta veramente voglia vagliare il lavoro svolto e la professionalità di ognuno di noi, prima di procedere a tagli indiscriminati sulla base del concetto “quello è figlio di….”.

Ecco: in questi sei mesi rosicati invece di perdere tempo per andare ad ingraziarsi questo o quel politico (confermando tra l’altro l’idea che siamo TUTTI “raccomandati”, “fannulloni”, “figli della sinistra” – oooops, destra “reloaded”), dobbiamo dimostrare con i fatti di meritare veramente il privilegio di lavorare, a fronte di tanti disoccupati. E di lavorare al fresco d’estate ed al caldo d’inverno, con un tetto sulla testa, e di non dover spalare carbone in una miniera (esperienza che credo molti che ora sputano nel piatto dove mangiano dovrebbero fare, per capire la loro fortuna).

Che volete farci, sarò troppo ottimista, ma credo che il lavoro fatto in questi anni verrà apprezzato, anche da questa nuova Giunta. Quindi non ho paura, IO.

Un’ultima cosa. Ovviamente sappiamo tutti che questi sei mesi rappresentano pur sempre un contentino, una mossa per prendere tempo prima di falcidiare i più e procedere con lo spoil system. E sono già una grande conquista, a fronte della volontà iniziale del presidente di non prorogare proprio un bel niente.

Capite anche voi che da oggi inizia la lotta. Intanto perché ci sono degli accordi sindacali che la decisione di ieri in qualche modo ha disatteso. Ma anche perché siamo in un percorso di stabilizzazione, e vogliamo portarlo a termine.

Concludendo: lasciate perdere le iniziative personali, confrontatevi con i sindacati, venite alle riunioni, lavorate con serietà e tranquillità senza dare adito a fraintendimenti e soprattutto, non vi ricordate solo il 31.12.2009 che vi sta per scadere il contratto.

Anche perché la prossima volta sarò io ad avere di meglio da fare.

Ciao, L.





Padri (e) precari

30 06 2009

Oggi mi va di parlare di padri separati e di precariato.

Ma come? Direte voi….. cosa c’entra una cosa con l’altra? C’entra, c’entra……..

Ieri sera ero in un locale a mangiare una pizza con il mio compagno e con suo figlio. Vi dico solo che questo bimbo di 5 anni si chiama Salvatore, ed ebbene sì…in nomen omen……Lui mi ha salvata. Se è vero che amo furiosamente suo padre, ho una passione insana per questo bimbo che è diventata una delle mie ragioni di vita. Con lui si gioca, si parla, si litiga pure, ma quando lui mette la sua mano nella mia mentre camminiamo….o mi poggia la testa sulle spalle prima di addormentarsi….. beh, sono i momenti che mi fanno sentire viva, capace di amare, capace di dare.

Con lui ho scoperto le mie potenzialità di madre, che devo dire sono particolarmente spiccate, anche se poi nei fatti tendo – ovviamente – a pormi più come un’amica, come una sorella maggiore.

Ma non divaghiamo.

Dicevo, qualche tavolo più in là c’era un padre con un figlio. Nota bene: il padre era sprovvisto di fede. Il ragazzo avrà avuto circa 10-11 anni. Mangiavano in silenzio, senza dirsi una parola. Mi sono subito fatta il seguente film mentale: quello era un padre separato che nella sera in cui gli spettava l’affidamento del figlio lo aveva portato fuori. Ma erano due persone tristi. Chissà quante cose avrebbe voluto sapere quel padre, della scuola, dello sport, degli amici del figlio…Però non chiedeva, ed il ragazzo non raccontava. Un padre precario, un figlio silenzioso.

Qualche tavolo più in là, noi tre. Salvatore che ride, fa casino, e noi che cercando di soffocare i (nostri) sorrisi gli chiediamo di fare piano e di non disturbare gli altri. Niente da fare. Un ciclone, un piccolo tsunami di allegria e  confusione. Mi sono chiesta cosa ci rendesse così diversi da quell’altro padre, da quell’altro figlio. Forse l’età, forse i tempi ed i modi della separazione dei genitori, forse il carattere. Oppure il fattore X: io. Che di precariato me ne intendo.

Ecco, siamo arrivati al secondo punto. Ieri sono andata a visionare i lavori della mia nuova casa, che tra un mesetto (cantiere permettendo) sarà pronta. Bellissima, fantastica, a mia immagine e somiglianza. E come sapete, la coccolo nei miei pensieri da più di un anno, e non vedo l’ora di farne il mio nido (vedi due post fa).

Ho già un abbozzo di famiglia, che pur non essendo stata creata da me, ho deciso di adottare (o forse è lei che ha adottato me?!).

E poi? Ta-dà…..il dramma, l’apocalisse, l’epilogo spaventoso:oggi scade il mio contratto a tempo determinato. Dopo quasi 10 anni di onorevole lavoro presso un Ente pubblico, causa un inaspettato cappotto elettorale, il nuovo presidente (di destra), senza neppure conoscerci, senza neppure aver avuto modo di valutare i nostri meriti di servizio, senza neppure guardarci in faccia, nonostante l’esistenza di un’adeguata copertura finanziaria……ha brutalmente deciso di non prorogare i contratti di una quaratina di colleghi, precari come me. Padri di famiglia, donne con figli piccoli, persone che in questi anni hanno contratto mutui, etc.

Da domani tutti disoccupati. Da domani con tanto tempo libero per dedicarci ai nostri hobby e allo shopping (in senso ironico eh?!). Nulla hanno potuto i sindacati, o i dirigenti per cui abbiamo sempre lavorato – oltre l’orario di servizio, no ferie, no straordinario pagato, facendo vincere al nostro Ente concorsi nazionali per l’innovazione, la comunicazione, l’originalità.

Puff!! Tutto scomparso, dieci anni nel gabinetto. Per una sorda, incomprensibile, ripicca politica che altro non è, ai nostri occhi, solo mera cattiveria.

Da domani sarò disoccupata. Da domani avrò più tempo da dedicare a Salvatore, e per seguire i lavori della mia nuova casa. Ma il mutuo come lo pagherò, ehhhhhhhhhhhhhhhhh????????????????





Latitante in esilio

18 06 2009

 

 

 

 

 

 

 

 

Come al solito, vi propongo una contraddizione in termini… come si può “latitare” e contemporaneamente “essere in esilio”?

Intanto, latito perché questo blogghino, che prima coltivavo con passione, è ormai ridotto ad un giardino infestato da erbacce. Lo curo poco. Continuo ad amarlo, profondamente. Me ne scuso con chi mi legge, però mi manca l’ispirazione. Ed il tempo. Sono impelagata in un lavoro che vacilla, da una casa = eterno cantiere, da vari sdrucciolamenti amorosi.

E qui si arriva al secondo punto: sono (ero) in esilio. Avete presente quando il re/imperatore/dittatore mette al bando i suoi contestatori? Ecco, a me è successo qualcosa di simile. Solo per aver espresso un’opinione un po’ diversa dalla sua. Solo per aver dato voce a dubbi e paure che, sotto sotto, attanagliano anche lui. Che volete farci, sono una ribelle. Una che va punita con un giorno di silenzio stampa perché ho osato mettere dei puntini sulle I. Perché ho coniato la metafora delle due rette che, diciamocelo pure, non si incontreranno mai.

E invece di cercare di inventare nuove geometrie, il re/imperatore/dittatore punisce sonoramente il libero pensatore (che sarei io). Vabbè, che vogliamo farci…. Del mio esilio dorato ho saputo approfittare a larghe mani per pensare, riflettere e capire che due binari possono anche non toccarsi, ma questo non esclude che poi alla fine porteranno l’incauto viaggiatore a destinazione (anche se in clamoroso ritardo…del resto….. siamo in Italia!).

Come ha scritto Antoine Jean Baptiste Marie Roger de Saint-Exupéry , autore de “Il piccolo principe” – libro che tra l’altro ho avuto modo di scoprire solo di recente, ahimè – :

Amore non è guardarci l’un l’altro, ma guardare insieme nella stessa direzione”.

Speriamo che nel frattempo però non ci sia uno sciopero dei treni!





Il nido vuoto

9 06 2009

Sto costruendo il mio rifugio per il mio futuro incerto. La casa dei miei sogni, la tana in cui riposarmi e progettare. Come una brava canarina cerco in giro le cose più belle per arricchire il mio nido e renderlo confortevole per me e per chi vorrà condividere i miei giorni.

Quando prendo in mano la calcolatrice per fare due conti mi spavento, mi chiedo se riuscirò a farci uscire tutto, ma allo stesso tempo persevero perché questo è stato sempre il mio sogno.

Eppure forse – forse – il nido resterà vuoto. Il corpo non collabora con la psiche e con i suoi desideri. I figli che ho sempre immaginato come corollario di una casa ricca d’amore forse – forse – resteranno solo idee irraggiungibili. Le rassicurazioni di chi mi dice che verranno…beh non mi aiutano per niente. A (quasi) 31 anni sento che sto perdendo terreno, intorno a me fioccano nastri azzurri e rosa e io se ci penso mi sento morire dentro ogni giorno di più.

Problemi, esterni ed interni, mi impediscono di concretizzare l’obiettivo più grande: una mia famiglia. Mi si chiede tempo, ed è proprio quello che inizia a mancare.

Sono arrabbiata.

Con me stessa, perché sono difettosa.

Con la situazione odierna, che mi toglie la terra sotto i piedi.

Con il caso, perché mi ha fatto incontrare troppo tardi l’uomo che avrei voluto come padre dei miei figli.

Con la natura, che elargisce ovuli a scatafascio a donne che non li meritano, e che giocano a briscola con la vita degli altri.

Oggi è una giornata nera per vari motivi. E non ho neppure voglia di pensare a come sarà domani.





Carnival

24 02 2009

Carnevale…. “Carnem levare”…. retaggio del cattolicesimo medievale, festa pagana prima della Quaresima, durante cui si doveva, appunto, fare astinenza dal mangiare (…) la carne.

Oggi è Carnevale, in questa mia nuova città non è un evento particolarmente sentito, sfilano quattro carri spelacchiati ed improbabili maschere “fai-da-te”. Solo lo stomaco si accorge della pseudo festività, riempito di ravioli dolci (conditi con sugo di carne o con zucchero e cannella), di castagnole e frappe.

Non posso che andare indietro con il pensiero, ai miei Carnevali infantili…. i costumi splendidi che mi cuciva il mio papà, tutti immortalati in bellissime foto. Il pranzo a base di polpette al sugo (tipico pranzo carnacialesco gallipolino) consumato in fretta, poi il trucco accurato che ci faceva mamma, la vestizione con strati e strati di maglie (non so perchè ma a Carnevale a Gallipoli faceva sempre un freddo bestiale), e poi finalmente si potevano indossare quesi costumi fantastici: diavoletto, farfallina, fatina, brasiliana, pierrot, domino… quante cose sono stata e quante ne vorrei essere adesso.

Sogni colorati, invasi da coriandoli e stelle filanti, in cui guardavo sfilare davanti a me carri allegorici altissimi e bizzarri, gruppi mascherati danzanti e spiritosi… a volte anche i miei si travestivano, e quelli sono stati forse i miei Carnevali più belli, adulti e piccini accumunati dalla voglia di evadere per un pomeriggio alla quotidianità, e fingere di essere uno sceicco, una dama dell’800, un cowboy.

Darei qualunque cosa per rivivere quei momenti. So solo che ora come ora il Carnevale mi mette una tristezza infinita.





Bilancio 2008

26 01 2009

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Ecco un giochino suggerito da Igor…. credo sia il miglior modo per salutare il 2008, ricominciare a scrivere…. ed inaugurare al meglio il 2009!

Cos’hai fatto nel 2008 che non avevi mai fatto?
Fare tanti km per amore

Hai mantenuto i buoni propositi fatti l’anno scorso, e ne hai nuovi per il 2009?
Sì e no…. La risposta vale per entrambe le domande

C’è stata qualche nascita tra le persone a te vicine?
Sì! Praticamente tutti stanno figliando… e nel 2009 sarà anche peggio
J

C’è stata qualche “dipartita” tra le persone a te vicine?
Ringraziando Dio no.

Quali nazioni hai visitato?
Dopo un 2007 molto ricco…. Nel 2008 mi sono dovuta “accontentare” di Marocco e Spagna

Cosa vorresti avere nel 2009 che ti è mancato nel 2008?
Finire la mia casa

Quale data del 2008 rimarrà nella tua memoria?
Il 30 aprile… l’inizio di tutto!

Qual è stato il tuo più grande risultato di quest’anno?
Aver trovato un equilibrio ed una serenità che non credevo di poter avere

Qual è stato il tuo più grande fallimento?

La dieta!

Hai avuto malattie o incidenti?
Beh, tranne qualche raffreddore e qualche analisi non proprio a posto…. No!

Qual è stato il tuo miglior acquisto?

La mia casa!

Quale avvenimento ha meritato d’essere celebrato?
Il 30 aprile… l’inizio di tutto!

Quale avvenimento ti ha depresso?
Direi la gravidanza di una persona che forse non si merita questa fortuna..

he fine ha fatto il tuo denaro?
La casaaaaaaaaa

Cosa ti ha davvero emozionato?
Le fossette sul viso di un bambino…

Quale canzone o album ti ricorderà il 2008?
”Non si può… sorvolare le montagne” (Vasco)

Rispetto all’anno scorso, sei: più o meno felice? più o meno grassa? più o meno ricca?
Più felice, meno grassa e decisamente MENO ricca (anche se ricca non sono stata mai!)

Come hai trascorso il Natale?
Con i miei

Con chi passi più tempo al telefono?
Io odiavo parlare al telefono…ora ci passo anche due ore al giorno…. Con Marco

Ti sei innamorata nel 2008?

Assolutamente, profondamente, ineluttabilmente

Quante avventure di una notte nell’ultimo anno?
Qualcuna… ma prima del 30 aprile eh!

Qual è stato il tuo programma tv preferito?
Mah… nessuno direi!

Odi qualcuno che l’anno scorso non odiavi?
L’odio è una cosa orribile

Qual è stato il più bel libro che hai letto del 2008?
L’eleganza del riccio

Qual è stata la tua migliore scoperta musicale?
Sembra assurdo… però Vasco

Cosa hai voluto ed ottenuto?
Una casa

Cosa hai voluto e non ottenuto?
Una famiglia mia

Quali sono stati i film migliori dell’anno?
Sette anime ed altri il cui titolo ora non mi sovviene

Cosa hai fatto il giorno del tuo compleanno, e quanti anni hai?
Nel 2008 ho festeggiato i 30, ero in Marocco con alcuni dei miei migliori amici-colleghi, abbiamo passato la serata sotto una tenda a bere tè alla menta e a mangiare dolcetti alle mandorle, ballando musiche ritmate ed incalzanti… è stato un compleanno a dir poco originale!

Quale cosa avrebbe reso migliore l’anno?
Maggiore stabilità lavorativa

Come descriveresti il tuo concetto personale di moda per il 2008?
Lineare ma con attenzione al particolare (“solo per farti guardare”)

Cosa ti ha mantenuto in salute?
Alimentazione sana e tanta acqua

Quale personalità ti ha affascinato maggiormente?
Obama!

Quale tema politico ti ha appassionato maggiormente?
Le elezioni regionali in Abruzzo

Cosa/chi ti è mancato?
I miei genitori e mio fratello

 Qual è stata la persona migliore che hai conosciuto?
Marco e la sua famiglia

Raccontaci una lezione di vita importante avuta dal 2008:
”Via le mani dagli occhi”

Una strofa di canzone che riassuma l’anno trascorso:
Idem

 





Felican Kristnaskon

18 12 2008

buon_natale_in_tutte_le_lingue

 

No, non sto avendo un conato di vomito dopo aver ingoiato l’alfabeto… vi ho semplicemente augurato Buon Natale in Esperanto, la mitica lingua comune che dovrebbe avvicinare popoli e culture. Ho conosciuto un tizio che studiava questa lingua strana, ed effettivamente devo dire che il senso generale delle sue parole si capiva eccome, però ho qualche dubbio che possa uscire da contesti intellettual-chic per assurgere ad idioma del mondo.

Comunque… torniamo al Natale. Io la mia bella letterina l’ho scritta, ho addobbato 2/3 alberi, sto finendo gli acquisti dell’ultim’ora (tra l’altro quest’anno sarà particolarmente cheap), sono piena di buoni propositi e desideri più o meno strampalati.

Cosa dire… devo pur dare un senso a questo post, e quindi auguro davvero di cuore a quanti mi amano, a quanti mi seguono, a quanti mi odiano….. Buon Natale. Con la speranza che tra panettoni, lucette intermittenti, carte lucide e fiocchetti si trovi il tempo di ricordarsi che il vero festeggiato è lui, il Bambino nato povero ed al freddo in una capanna di Betlemme.

Senza nulla.





Letterina a Babba Natale

3 12 2008

babba-nataleCara Babba Natale,

sono Liviana, ed è tanto tempo che non ti scrivo. Lo faccio ora, un po’ per gioco ed un po’ perché, a 30 anni, sento di dover recuperare il contatto con tutto quello che di bello la mia infanzia mi ha regalato.

Ti ricordi? Da piccola all’inizio di dicembre mi ingegnavo a formulare letterine piene di buoni propositi, e per fare colpo mi esibivo in disegni sul Natale con risultati abbastanza improbabili… beh, non sono stata mai un’artista, però è l’impegno che conta no?!

Che dire… questo è stato un bell’anno, ricco di novità e di gradite conferme.

 

Innanzitutto sono felice perché la mia famiglia sta bene, e anche se li vedo poco, so che abbiamo fatto dei passi avanti nel nostro rapporto: parliamo di più e meglio, non mi fa più paura il loro giudizio, e ho il piacere di condividere con loro le mie esperienze e le mie emozioni. E già questo è stato un regalo meraviglioso ed inaspettato e ti chiedo di conservarmelo così com’è.

 

Gli amici: la vita ne ha fisicamente allontanato alcuni, però loro sono lì, pronti ad ascoltarmi e a starmi vicini, senza giudicare. Vorrei avere più tempo da dedicare loro, vorrei avere il teletrasporto per annullare le distanze… Ma non so se puoi regalarmelo… vedi tu. Io intanto ti ho dato un suggerimento! J

 

Per quanto riguarda il lavoro, non so. Mi piace, mi piace tanto, e mi ritengo fortunatissima a poter impegnare le mie energie ed il mio tempo in qualcosa che mi dà soddisfazione. Tuttavia, ho paura che possa finire a causa di uno gnometto che si chiama Brunetta. Mica lo puoi eliminare nel nome mio e di quello di altri 59.999 precari in Italia?

 

L’anno prossimo poi sarà pronta casa mia. L’ho desiderata tanto, l’ho sognata, la sto coccolando nei miei pensieri… sarà il mio nido, il mio rifugio, fatto a mia misura… e per questo piccolo miracolo devo ringraziare i miei, la mia architetta personale (un minuscolo concentrato di genio e sregolatezza) e anche il mio arredatore J A proposito di casa, lì mi serve un po’ tutto:

Ø      Un plasma 42” con sistema home theater perché tu lo sai quanto amo vedere i cari dvd taroccati;

Ø      Un bel servizio di piatti quadrati e bicchieri acqua-vino di un certo livello perché il mio “corredo” attualmente è composto di cose vinte con i punti del Mulino Bianco e della Esso;

Ø      Una consolle per il trucco da mettere in camera, in legno bianco stile coloniale;

Ø      Un mobile in resina coprilavatrice – sottolavello per il balcone;

Ø      Varie ed eventuali.

 

Infine, l’amore. Anzi l’Ammore. Un fantastico grande puffo peloso che ha stravolto la mia vita e l’ha arricchita di significati. Un abbraccio caldo, un’opinione condivisa, un bicchiere di vino e le fossette di un bambino: frammenti di un nuovo modo di interpretare il futuro, non più nebbia e fumo, ma solo colori e possibilità. Ok, so già che stai pensando che questo è l’entusiasmo dei primi tempi. E se anche così fosse? Me la sto godendo, era proprio quello che aspettavo da tempo e non è l’incertezza di quello che verrà che mi smuove dal mio stato di beatitudine.

Però visto che siamo in argomento, vorrei nell’ordine: uno sbrillocco degno di questo nome; che il mio gnugno abbia finalmente la felicità che merita; e che ci potremmo prima o poi permettere, se non il villone su Montesilvano Hills, almeno una fantastica monovolume per portare a spasso i nostri 3-4 figli. In realtà vorrei poterne avere almeno uno, e che la Natura (che di solito fa rimanere incinte un po’ tutte, a prescindere dalla loro capacità di amare) dia anche a me questa opportunità (ora un po’ incerta) di concepire una nuova vita…

Forse è proprio questo il mio desiderio più grande, e spero tu lo possa esaudire: un paio di ovaie nuove di zecca.

 

Sto sparando un po’ troppo in alto?! Ok, allora mi ridimensiono. Quest’anno è stato epocale anche per un’altra cosa. Ora guido sulle lunghe distanze. Se prima pensavo che il mondo automobilistico finisse a Giulianova, oggi sto esplorando nuovi scenari. Però…però. La mia macchinina è una scatoletta in balìa dei TIR. Mi farebbe mooooolto comodo qualcosa di più affidabile, più imponente per sorpassare in autostrada tutte le 600 azzurrognole che vanno lente come la mia adesso. Magari una RAV 4 (nero metalizzato), una Golf Volkswagen, una Lancia Musa (ma va bene anche una Ypsilon), oppure se proprio non stai in soldi una una Renault New Twingo. Fai tu. Vedi che ventaglio di scelte? Quanto sono generosa….

 

Per il resto, sai che non mi importa molto dei “beni” terreni. I bei vestiti mi piacciono, ma ne posso fare a meno. Io amo la musica e la letteratura. A una cosa in particolare però non posso proprio rinunciare: Sua maestà la Borsa.

Non mi bastano mai. Grandi, piccole, nere, colorate… ultimamente sto diventando matta per trovare un bauletto formato medio stampa coccodrillo color VIOLA. Introvabile. Oppure una borsa nera, grande, di tessuto con qualche paillettes o strassetto da fanatica. Se volessi accontentarmi almeno in questo :…J

 

Come vedi le mie pretese sono allo stesso tempo enormi….e modeste. Sono sempre stata una contraddizione che cammina, ma ora c’è una cosa che forse tu non puoi donarmi, ma che mi sto ripromettendo da tempo di conquistare: la serenità. La vita, oltre a darmi svariati chili in più, mi ha anche regalato gioie e dolori, ed entrambi sono stati fondamentali per diventare quella che sono oggi.

Ed oggi mi piaccio, ho trovato il mio equilibrio, ho imparato a dire di no, a sorridere per le cose belle e ad angustiarmi il giusto per quelle brutte. Ho la salute (più o meno), una famiglia che mi ama, un ragazzo che mi dà ogni giorno amore e rispetto, alcuni amici veri su cui posso contare. Sono contenta così, con un necessario margine di miglioramento.

 

Ecco quindi cosa vorrei: che tutto restasse così per quanto più tempo possibile, per conservare quel pizzico di meraviglia e di gratitudine che in cuor mio esprimo tutte le mattine, quando apro gli occhi.

Grazie, Babba Natale!!

Liviana





A gambe larghe

7 11 2008

pap-test

Sono incappata nel blog della Spora casualmente, zompettando soave di qua e di là…

A parte che mi sono scompisciata a leggere le avventure di questa (falsa) bionda petomane che fa l’archi-tetta a Parigi…. sono rimasta colpita dalla campagna che la lanciato nell’etere ed intitolata appunto “A gambe larghe”. Per saperne di più clicca sul link sotto:

http://sporealvento.splinder.com/post/11428448/

Donne!! Amiche! Nemiche! Ragasssssuole!

Esiste il Pap Test. E l’HPV Test. Facciamoli, potrebbero salvarci la vita. La Spora ne sa qualcosa, e anche io. E siccome siamo state previdenti e furbe come le faine, ma soprattutto siamo buone come i babà, vogliamo diffondere la lieta novella… e invitarvi a mettervi a gambe larghe.

E non solo in quel senso, zozzone/i!!





TRIP

5 11 2008

 

Ho sempre amato furiosamente i trip. Ovvero:

viaggi on the road, trolley mezzo distrutto alla mano…

i discorsi tipo “chi non fuma in compagnia….”

ma soprattutto loro, le miei compagne adorate di tutta una vita….. le seghe mentali!!

O è perchè ho un’immaginazione veramente TROOOOPPO fervida, o semplicemente perchè se no m’annoio, posso dirmi una vera specialista dei trip. E basta davvero poco.

 

Ora vi delizierò con esempi esemplari:

  • mia mamma mi guarda mentre mangio = oddio sono grassa, devo iniziare subito una dieta;
  • il mio gnugno non mi chiama per 2 (e dico BEN 2) ore di seguito = ecco non mi ama più;
  • una mia collega mi chiede di abbassare la voce mentre sta facendo un lavoro = sicuro mi odia;
  • una mezza giornata di ritardo = io sto già a scegliere i nomi (perchè sarano gemelli, OVVIO);
  • un valore nelle mie analisi sta lì lì per uscire dal range di riferimento = faccio testamento.
  • varie ed eventuali.

Diciamo che è pur vero che questi sono trip da trentenne. In passato mi concedevo seghe mentali di calibro sicuramente inferiore ed è a quelle che vorrei tornare.

Tipo che è da stamattina che gli studenti di un liceo qui vicino urlano, fanno le ole, lanciano improperi alla Gelmini ed io penso: 1) cosa non si farebbe per saltare le lezioni; 2) all’età loro anche io credevo che si sarebbe potuto cambiare il mondo, e lì ad appiccicare manifesti con la faccia di Che Guevara.

Oggi penso che il mondo va avanti in ogni caso, e che invece di scioperare ed okkupare, stì giovincelli dovrebbero forse leggere ed informarsi.

All’età loro io ho letto la biografia di Martin Luther King, e mi ci sono fatta (ovvio) un trip.

Dopo 15 anni, una volta tanto, il mio trip è diventato realtà, e questo, oltre a dimostrare che NON sono una visionaria pippaiola mentale schizofrenica, mi dà un po’ di speranza per il futuro.

Barack, yes U can.