Carissima Babba (beh, io preferisco una giovine pin-up al vegliardo con la panza),
a parte che trovo scandaloso il fatto che è più di un mese che non aggiorno il mio blogghino….
Dicevo, carissima Babba Natale, proseguo con una simpatica tradizione inaugurata lo scorso anno (che trovate qui), giusto per mantenere viva la tua attenzione e quella di chi, leggendo la mia letterina, vorrà “spontaneamente” deliziarmi con cadeu e regalie varie.
Intanto ti vorrei ringraziare, perchè molti dei miei desideri espressi l’anno scorso si sono realizzati: la casa, la tv tecnologica, la forenseria ed il corredo chic per la mia tavola, la consolle che, invece che essere coloniale, è art-decò anni ‘30. Invece ti tiro le orecchie da elfa per tutto il resto:
- il teletrasporto, …. dov’è?!
- Brunetta è ancora lì a far danni.
- lo sbrillocco e la mega villazza… non pervenuti.
- Auto? Sempre la stessa, scassatissima 600.
- Nessuna nuova borsa fashion. Il mutuo non me lo permette.
- Le ovaie ancora quelle, ancora non funzionanti.
Inzomma, cara Babbina, come vedi le cose che che mi farebbero felice nel 2009 non cambiano poi molto da quelle del 2008…….
Però -però- non vorrei sembrarti ingrata, per cui ti ringrazio profondissimamente per la salute mia e dei miei cari, per il lavoro – seppur ballerino e seppure fonte di notevole stress, per le amicizie vecchie (sempre presenti – bontà loro) e quelle nuove (i miei blog-amici!!), per quel senso di stupore quando mi sveglio la mattina e per la voglia di fare, dire, pensare….
Ecco comunque il mio desiderio per quest’anno:
AVERE TEMPO. Spesso avverto fuggire via le ore, i minuti, le settimane si contraggono ed oggi è già giovedì….. Vorrei che il tempo rallentasse per godere un po’ di più quegli attimi che colorano la vita. Ad aprile nascerà il mio nipotino, ed ho paura che in un soffio sia già maggiorenne. Devo rifare il colore ai capelli, che in un nanosecondo tornano a punteggiarsi di bianco. Accarezzo un bambino insegnandogli le lettere dell’alfabeto e domani sarà già un dottore.
Regalami il tempo per contemplare cosa c’è tra il dire ed il fare.

Ciao, Alda.
Carissimi,






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