Ho sempre amato furiosamente i trip. Ovvero:
viaggi on the road, trolley mezzo distrutto alla mano…
i discorsi tipo “chi non fuma in compagnia….”
ma soprattutto loro, le miei compagne adorate di tutta una vita….. le seghe mentali!!
O è perchè ho un’immaginazione veramente TROOOOPPO fervida, o semplicemente perchè se no m’annoio, posso dirmi una vera specialista dei trip. E basta davvero poco.
Ora vi delizierò con esempi esemplari:
- mia mamma mi guarda mentre mangio = oddio sono grassa, devo iniziare subito una dieta;
- il mio gnugno non mi chiama per 2 (e dico BEN 2) ore di seguito = ecco non mi ama più;
- una mia collega mi chiede di abbassare la voce mentre sta facendo un lavoro = sicuro mi odia;
- una mezza giornata di ritardo = io sto già a scegliere i nomi (perchè sarano gemelli, OVVIO);
- un valore nelle mie analisi sta lì lì per uscire dal range di riferimento = faccio testamento.
- varie ed eventuali.
Diciamo che è pur vero che questi sono trip da trentenne. In passato mi concedevo seghe mentali di calibro sicuramente inferiore ed è a quelle che vorrei tornare.
Tipo che è da stamattina che gli studenti di un liceo qui vicino urlano, fanno le ole, lanciano improperi alla Gelmini ed io penso: 1) cosa non si farebbe per saltare le lezioni; 2) all’età loro anche io credevo che si sarebbe potuto cambiare il mondo, e lì ad appiccicare manifesti con la faccia di Che Guevara.
Oggi penso che il mondo va avanti in ogni caso, e che invece di scioperare ed okkupare, stì giovincelli dovrebbero forse leggere ed informarsi.
All’età loro io ho letto la biografia di Martin Luther King, e mi ci sono fatta (ovvio) un trip.
Dopo 15 anni, una volta tanto, il mio trip è diventato realtà, e questo, oltre a dimostrare che NON sono una visionaria pippaiola mentale schizofrenica, mi dà un po’ di speranza per il futuro.
Barack, yes U can.
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