Buon compleanno amore

31 07 2009

Buon compleanno amore.

Da tanto tempo, forse troppo, non leggi queste pagine. Probabilmente è ora di ricominciare. Perchè tu conosci la parte fisica di me, il mio starti accanto giorno dopo giorno, condividendo tutto: il bicchiere di coca-cola, il soffio del ventilatore, una piadina all’una di notte, lo specchio del bagno che ci contendiamo, io per truccarmi e tu per farti la barba.

Però hai perso un po’ di vista quello che sento, e che il più delle volte scrivo. Non te ne faccio una colpa, so benissimo che gli affanni della vita quotidiana lasciano poco tempo ai miei incartamenti mentali.

Mi sei stato vicino in un momento così decisivo della mia vita, e di questo non finirò mai di ringraziarti. Hai dato corpo e sostanza a quelli che erano desideri confusi, lampi di colore appena abbozzati.

Per questo ti voglio fare un regalo, a modo mio, donandoti la possibilità di riscoprirmi di nuovo.

E sì, ti amo ancora… giusto per rispondere alla tua domanda di stamattina.

Aggiungo questo video per dimostrartelo, per condividere una volta di più questa canzone che è stata la colonna sonora del nostro amore nascente.

Buon compleanno amore.





Il cielo è sempre più blu

29 07 2009

…tadararà tadararà….. il cielo è sempre più bluuuuuuuuuu!!!

Ok sono ufficialmente stanca.

Ho i tempi cronometrati per finire i lavori a casa, anche perchè martedì mi portano i mobili e poi avrò la chiave, la chiave del mio nuovo mondo. Ma…. non ci sono le porte ed i termosifoni, il parquet è incompleto perchè ancora non hanno messo le porte, domani viene il cartongessista però – siccome sto aspettando da una settimana il preventivo dei faretti da incasso - non gli abbiamo potuto dare il progetto esecutivo con le quote…. lunedì viene la ditta a fare le pulizie quindi deve essere tutto finito, anche perchè martedì mi montano i mobili!! Inzomm’ una serie di eventi concatenati, un sillogismo logico terrificante, e il venir meno di uno solo dei presupposti manderebbe all’aria tutti questi avvenimenti studiati e disegnati sulla carta millimetrata del tempo.

In più è stato un periodo duro, lavorativamente parlando: scombussolamenti politici che ti mettono alla prova praticamente ogni giorno. Stamattina mi sono alzata dal letto a fatica, e per lo più demotivata. E questo non è bello. No no.

Poi mentre mi trascinavo stancamente in ufficio sui miei sandali tacco 10 (che ci volete fare, sarò pure psicologicamente a terra, ma fisicamente non rinuncio ad elevarmi un po’)…. ho alzato gli occhi al cielo ed ho avuto l’illuminazione.

No, non la Madonna, ma proprio lui, il Cielo!! Di un azzurro fantastico variegato di fili di zucchero filato, bello, terso, maestoso e silenzioso, luminoso ed etereo…… E’ vero che mi piace di più se riflesso dal mare, però in quel momento ho visto. Ed ho visto:

che sto per realizzare – operai permettendo – il sogno della mia vita, la casa;

che tra 10 giorni andrò finalmente in ferie;

che ho l’amore, la salute, una fantastica famiglia d’origine ed una bella famiglia “d’adozione”;

che i miei amici ci sono sempre, nel bene e nel male…….

Ed è per tutti questi motivi che praticamente dalle 7.48 di stamattina non smetto di cantare …tadararà tadararà….. il cielo è sempre più bluuuuuuuuuu!!!





Notti magiche

24 07 2009

No, non sono quelle cantate dalla Nannini. Il mio ovviamente è un titolo ironico.

Ieri torniamo a casa un po’ alticci. E’ mezzanotte. Ci buttiamo sul letto (singolo) e proviamo ad addormentarci tra litri di sudore. Io avevo aperto tutte le finestre di casa, da cui entravano solo folate di aria bollente. Il vento caldo che stanotte soffiava sulla mia città faceva sbattere qualunque cosa giù in strada, rumori sinistri che certo non agevolavano il sonno.

Mi rigiro continuamente, cercando di trovare posto per quel braccio che in tale contesto sembra sempre di troppo. Lui sbuffa, a ragione. Io capovolgo il cuscino sperando in un po’ di frescura. Ecco, sto per addormentarmi, ma il mio letto oscilla. E tintinnano anche i quadretti appesi alle pareti ed i vetri delle finestre. Un’altra scossa di terremoto, piccola, ma che conferma quella credenza che dice che quando soffia il vento caldo la terrà tremerà.

Sono combattuta: passare una notte in bianco vicina al mio uomo, che intanto russa, indifeso ed innocente….

Oppure migrare verso il letto vuoto di una delle mie coinquiline? Mentre penso e rimugino (e sudo) si sono fatte le due.

Alla fine, armata di coraggio (e di cuscino) opto per la seconda soluzione. E finalmente riesco a dormire, piccola esule vittima del vento d’estate.

Vi ricordate la bellissima canzone di Max Gazzè e Niccolò Fabi?

….non mi aspettate, forse mi perdo….





Non voglio mica la luna

20 07 2009

Dal sito www.tgcom.it

“Ora scendo. Sarà un piccolo passo per l’uomo, ma un gigantesco passo per l’umanità”. Neil Armstrong, comandante della missione Apollo 11, è sull’ultimo gradino della scaletta. Poi allunga la gamba e poggia il piede sinistro sulla superficie della Luna: è il primo uomo a sbarcarvi. Sono le 4.56 e 15 secondi del 21 luglio 1969 in Italia, le 22.56 e 15 secondi del 20 luglio negli Stati Uniti.

Il 20 luglio il comandante della missione posa per la prima volta il piede sulla superficie lunare. E la leggenda vuole che, dopo la storica frase sul piccolo passo per l’uomo, Armstrong abbia mormorato anche un “Buona fortuna Mr Gorsky”: riferimento a un vicino di casa al quale, quando Neil era ancora bambino, la moglie avrebbe gridato: “Sesso orale?? Solo quando il figlio dei vicini camminerà sulla Luna”.

La prima permanenza dei due astronauti sul satellite dura due ore, quindici minuti e dodici secondi. Due ore dietro le quali c’è il lavoro di 400mila tra tecnici e scienziati dell’ente spaziale statunitense. Per affrontare la missione, gli Usa hanno investito 240milioni di dollari di allora, il costo di circa due mesi di guerra in Vietnam.

Sono passati 40 anni da quella notte, di cui qualche volta mia mamma mi ha raccontato.

Sembrava che questo momento sarebbe stato decisivo nella gara astronautica tra USA e URSS. Un “gigantesco passo per l’umanità”. Ma dove? Ma quando? Forse uno dei pochi ad averne beneficiato sarà stato il povero Mr. Gorsky.

Cosa ha portato quest’avventura a noi comuni mortali? Solo un atto di superbia intergalattica…costata 240 milioni di dollari. Che forse avrebbero aiutato a risolvere altri problemi: la lotta al cancro, la fame nel mondo….oppure avrebbero potuto pagare altri 2 mesi di guerra in Vietnam.

La luna per me non è un pianeta su cui hanno zompettato gli astronauti statunitensi.

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Per me è la dea della notte, l’interlocutrice di Leopardi nei suoi canti solitari.

Per me è quella palla evanescente che quando ero piccola chiedevo a mio padre di andarmi a prendere su una scala lunga lunga.

Per me è magia di una notte d’estate passata in spiaggia a cantare “A’ luna ross’ me parl’ é teeeeeeeee”.

Per me è un bottone di madreperla su un cuscino nero trapuntato di strass-stelle.

Per me è la protagonista di tante canzone bellissime, tipo quella di Fiordaliso che dà il titolo al mio post, ma soprattutto come il raggae della Bertè di “E la luna bussò”…

Per me è quella cosa che muove le maree, fa partorire in anticipo. 

E’ piena, nera ma anche a mezzaluna, si allarga e rimpicciolisce come una cosa viva e bellissima (e ho scoperto solo a 30 anni come si fa a capire in che fase è: se assomiglia ad una C – decresce, se assomiglia ad una D – cresce… eh già, la luna è bugiarda).

La luna è il mio astro, che in cielo deve rimanere, con la sua faccia piena e sorridente, senza essere svilita a mero ammasso di pietre e crateri.

E per voi la luna cos’è?





Matrimoniale

17 07 2009

letto

Ispirata dal postdi Diemme, e considerando che amo tantissimo dormire (nonostante il caldo e le zanzare)….

Ma soprattutto poichè oggi arriverà finalmente il mio bellissimo e fantasmagorico letto dei sogni……

Voglio anch’io riflettere sul senso di condividere per tutta la vita (?!) il proprio spazio esistenziale notturno con un’altra persona, che scalcia, russa e/o ha l’alito un po’ mefitico la mattina.

E’ un sacrificio che all’inizio si fa con estremo entusiasmo (a noi piacciono gli sport estremi), poi si inizia la lotta per le coperte d’inverno e lo scivolamento estivo agli antipodi causa sudorazione intensa.

Noi ora dormiamo in un lettino singolo. Non chiedetemi come facciamo, perchè non lo so. Davvero. A breve avremo il lettone. Piccola annotazione: quando l’ho ordinato, avevo vagliato anche la possibilità di prendere la piazza e mezzo. Il matrimoniale (forse sarà la definizione, “matrimoniale”…. perchè una non può dormirci con  un uomo senza esserselo sposato prima?! O dovrà patire le pene dell’inferno della colpa bigotta e moralista?!)… vabbè, dicevo il matrimoniale – io divago un po’ spesso ultimamente – mi sembrava troppo grande.. e avevo paura di non sentire più lui appiccicato a me come ora.

“Mi ci perderò!!” – piagnucolavo. In effetti nel letto matrimoniale se stendo il braccio a stento riesco a toccargli la spalla. Ma io ho il braccino corto (fisicamente intendo, perchè monetariamente sono una scialacquona).

Ora non vedo l’ora di dormirci. Anche da sola.

Ps.: carissimi amici blogger, quello nella foto è il modello del letto che ho scelto. Stesso colore sputato come nell’immagine. Io però ora sono in crisi! Come le scelgo le appliques??? Help!! AITA!!!