Fuori fase

10 01 2012

Ieri sera pensavo a questo stato d’animo, allo stato delle cose, e allo stato dell’arte della mia vita e ho concluso, tra me e me: “devo farci un post”.

Pensavo alle diverse fasi che uno vive, volente o nolente, ognuna con il suo bagaglio di divertimento e ossessione, di depressione e menefreghismo. Così, con una sana ed incosciente noncuranza di quello che verrà dopo. Perchè tanto, si sa, l’importante è stare bene oggi. Ad esempio…. 

Ho avuto la fase “studentessa universitaria”. Finita (ahimè).

Ho avuto la fase “giovane precaria”. Conclusa (?!)

Ho avuto la fase “chat”. Morta e sepolta.

Ho avuto la fase “Skype”. Kaput.

Ho avuto la fase “single disperata”. Passata (e per fortuna!).

Ho avuto la fase “blogger”. (Eppure tuttora sporadicamente intermittente).

Ora vivo la fase “madre di famiglia”, e non mi dispiace nemmeno un po’…..

Ma viviamo in un’epoca troppo strana, in cui tutte le conquiste dei nostri nonni/genitori sembrano messe in crisi: il lavoro fisso, la casa di proprietà, il diritto alla vita stessa. Sono crollate tante certezze, e immaginare un futuro per i propri figli diventa una specie di rebus. Chissà se potrò farla studiare come i miei hanno fatto con me? Sì, i sacrifici li faccio anch’io….. ma se i soldi – stì maledettissimi soldi – mi bastano oggi a malapena a pagare il mutuo e le bollette, come potrò mettere da parte un gruzzoletto per mandare all’università la pupa?! BOH.

Perciò basta, mi dichiaro, qui ed ora, volutamente fuori-fase. E andiamo ancora avanti, seppur in ordine sparso.





LiviANNA

8 09 2011

Ovvero, io e lei.

Un viaggio iniziato 5 mesi fa…. fatto di aspettative, piccoli gesti, grandi progressi.

Difficili da condividere, solo immagini già sfocate ma ancora vivide nella mia mente ed un suono: il suo pianto, che ha cancellato il mio.

Vi spiego: dopo una gravidanza bella e serena, nell’ultimo mese sono stata allarmata oltre misura. La bambina non cresceva, correvo il rischio che non sapesse neppure respirare. E vai con i farmaci (io che durante l’attesa non avevo preso neppure un raffreddore!!), e ancora ansia, paura, puro terrore.

Si è deciso allora di anticipare l’intervento, e quando l’ho sentita piangere, anche se l’hanno portata subito via per ricoverarla in neonatologia, ho capito che ce l’avremmo fatta, e che non avrei dovuto indulgere in pensieri negativi, perchè da quel momento in poi io avrei dovuto badare a lei.

Per fotuna, dopo appena 5 ore di incubatrice, in un carrello con le ruote cigolanti è arrivato il regalo più grande: la mia Anna, piccola, minuscola…….. ma perfetta. Bella come un raggio di sole….. My Little Sunshine.

Da quel momento la mia unica preoccupazione è stata farla crescere, e lei ha collaborato attivamente. E’ una brava bambina, solare (ovviamente), fiduciosa e compagnona. Non sono nè una mamma apprensiva, nè una sergente di ferro che non prende (e non fa prendere) la bambina in braccio temendo di viziarla.

Io la coccolo il più possibile, e lei mi ripaga con grandi sorrisi e zero capricci.

Dorme già nel suo lettino nella sua stanzetta, e la notte lascia in pace mamma e papà (tesoro!).

Eppure ogni mattina, quando le dò il latte prima di accompagnarla al nido, dentro di me si spezza qualcosa, e vorrei dire basta, abbandonare il lavoro, tralasciare tutto il resto, solo per stare con lei per sempre e bearmi del suo profumo e della sua pelle liscia e cicciosa.

Perchè è sempre stato questo il mio destino….. e lei era già nel mio futuro, nella mia pancia, nel mio nome: LiviANNa!!!!!!





Una grande sorpresa

11 11 2010

Carissimi,

so che non ho scusanti per questa mia lunga assenza.

Coloro con cui sono in contatto su FB sono stati già rassicurati da tempo. Così come era da tempo che mi riproponevo di dare a tutti la buona novella, inventando parole sobrie, non stucchevoli, non retoriche, non “classiche”.

Ed infatti sono ormai trascorsi 5 mesi da quando avrei potuto fare il mio annuncio trionfale, epifania di un miracolo così tanto – in passato – vituperato.

Ma le parole giuste ancora mi difettano, quindi andrò dritta dritta al cuore di chi mi vuole bene: dentro di me è germogliata la vita.

Aspetto un bambino. O forse una bambina.

Ecco, l’ho detto! Quello che ancora non ho detto è che un’emozione strana, verso cui sono ancora incredula, nonostante mi cresca la pancia, nonostante inizi a sentire i suoi lievissimi movimenti……

Sono sempre stata bene, mai un fastidio, neppure un lievissimo senso di nausea. Il mio bimbo è buono e saggio, ha deciso di lasciare tranquilla la sua mamma isterica il più possibile, perchè ha già capito con chi avrà a che fare.

Mio piccolo segreto, tanto sognato, mi hai nonostante tutto turbato con il tuo arrivo che avrebbe dovuto essere tribolato e faticoso (secondo il parere dei medici), e che invece è avvenuto così, puff! Come se fossi caduto da una stella ad asciugare le lacrime di un desiderio appena appena abbozzato.

Ti amo esserino indifeso, per te sto cercando di migliorare, perchè tu sei il regalo più grande che il cielo mi abbia potuto fare….. ed io ho intenzione di meritarti ogni momento, giorno dopo giorno.





Letterina a Babba Natale – updated

10 12 2009

Carissima Babba (beh, io preferisco una giovine pin-up al vegliardo con la panza),

a parte che trovo scandaloso il fatto che è più di un mese che non aggiorno il mio blogghino….

Dicevo, carissima Babba Natale, proseguo con una simpatica tradizione inaugurata lo scorso anno (che trovate qui), giusto per mantenere viva la tua attenzione e quella di chi, leggendo la mia letterina, vorrà “spontaneamente” deliziarmi con cadeu e regalie varie.

Intanto ti vorrei ringraziare, perchè molti dei miei desideri espressi l’anno scorso si sono realizzati: la casa, la tv tecnologica, la forenseria ed il corredo chic per la mia tavola, la consolle che, invece che essere coloniale, è art-decò anni ’30. Invece ti tiro le orecchie da elfa per tutto il resto:

  • il teletrasporto, …. dov’è?!
  • Brunetta è ancora lì a far danni.
  • lo sbrillocco e la mega villazza… non pervenuti.
  • Auto? Sempre la stessa, scassatissima 600.
  • Nessuna nuova borsa fashion. Il mutuo non me lo permette.
  • Le ovaie ancora quelle, ancora non funzionanti.

Inzomma, cara Babbina, come vedi le cose che che mi farebbero felice nel 2009 non cambiano poi molto da quelle del 2008……. 

Però -però- non vorrei sembrarti ingrata, per cui ti ringrazio profondissimamente per la salute mia e dei miei cari, per il lavoro – seppur ballerino e seppure fonte di notevole stress, per le amicizie vecchie (sempre presenti – bontà loro) e quelle nuove (i miei blog-amici!!),  per quel senso di stupore quando mi sveglio la mattina e per la voglia di fare, dire, pensare….

Ecco comunque il mio desiderio per quest’anno:

AVERE TEMPO. Spesso avverto fuggire via le ore, i minuti, le settimane si contraggono ed oggi è già giovedì….. Vorrei che il tempo rallentasse per godere un po’ di più quegli attimi che colorano la vita. Ad aprile nascerà il mio nipotino, ed ho paura che in un soffio sia già maggiorenne. Devo rifare il colore ai capelli, che in un nanosecondo tornano a punteggiarsi di bianco. Accarezzo un bambino insegnandogli le lettere dell’alfabeto e domani sarà già un dottore.

Regalami il tempo per contemplare cosa c’è tra il dire ed il fare.





Un’antica ombra o una nuova luce?

2 11 2009

ada merini - ombraCiao, Alda.





Ode alla cucina con vista

19 10 2009

the game is overCarissimi,

troppi giorni sono passati senza farvi avere mie notizie. Qualcuno addirittura temeva il peggio.

Sono viva e vegeta, sto benissimo. Sono indenne da influenza A-B-C, il mio fisico e pure i miei capelli hanno retto anche all’ondata di freddo glaciale.

E soprattutto, sono sopravvisuta alla visita dei miei genitori – con relativa convivenza – per la bellezza di una settimana (UNA S-E-T-T-I-M-A-N-A).

Scena: Interno di un bilocale graziosissimo (sono di parte, eh!).

Io: Ma allora che ne dite della casa?

Papà: Bella, è fine, si vede che è stata studiata con gusto. Ci sono due o tre ritocchi da fare, non ti preoccupare, mi sono portato la cassetta degli attrezzi…. ci penso io!!

Mia mamma: Ehm…. è moderna!

Io: Cioè?! Vorrei qualche dettaglio in più.

Mia mamma: Sì, insomma… è bella….. ma la cucina a vista……

Eccoci. Siamo al tasto dolente: LA CUCINA A VISTA.

cucina in tondo

Piccolo passo indietro. Per rendere più accogliente la zona a giorno, ho optato per una soluzione open-space. Mi piace l’idea di cucinare mentre intrattengo gli ospiti, credo che sia più funzionale per la padrona di casa (ovvero me medesima) e per i succitati ospiti che così si sentono partecipi e a loro agio.

Anche perchè in un appartamento di 50 mq non credo che darò mai cene formali in abito da sera.

Niente, una settimana di dissertazioni, e mia mamma ancora non ha accettato l’idea. Pazienza, me ne farò una ragione (in realtà me la sono fatta da un bel pezzo).

Morale della favola: mio padre ha aggiustato le cosette ancora in sospeso, mi ha comprato e trapiantato un bonsai (vediamo quanto dura), mentre mia mamma non è riuscita assolutamente a capire a quali luci corrispondevano i vari interruttori.

salotto

Però è stata una bella settimana, ricca di incontri, di relax familiare sul divano a vedere “Guerre stellari”, di momenti di confronto e non – come temevo – di scontro.

Eh sì…. sono davvero cresciuta.

 

 

 

 

 

Vi allego le foto che la mia archi-tetta ha fatto per poi pubblicarle su un portale di architettura d’interni….. Come vedete, molto più artistiche di quello che avevo fatto io! 🙂

Corridoio, particolare. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La doccia di stelle.

la doccia di stelle

 

 

 

 

 

 

 

Fuoco e stelle (cameretta vs. bagno)

stelle e fuoco

corridoio particolare





Ho perso le parole

1 10 2009

eppure ce le avevo qua, un attimo fa…..

Ma no, dai, scherzavo!! Figurarsi se una come me, con tremila pensieri al minuto, riesce a farsi venire un blocco neuronale! 🙂

Ho passato gli ultimi giorni a leggere di voi, qualcuno mi ha fatto sorridere, qualcun altro riflettere, un’altra, come Diemme, mi ha fatto prendere un colpo. Tant’è. Il bello di essere uno, nessuno, centomila.

Oggi è il primo ottobre, tra meno di un mese io e lui festeggeremo i nostri primi 18 mesi insieme. Certo, a pensarci il tempo mi sembra sia volato. D’altro lato rifletto su quanto ancora ne debba passare prima che si realizzi il nostro sogno di avere più spazio per noi e per i nostri desideri.

Oggi è un mordi e fuggi bellissimo e avvilente, un incontrarsi di anime a metà settimana, una cena cucinata con amore e non per dovere, una bottiglia di vino aperta e lasciata lì per la prossima occasione.  

Oggi è il weekend vissuto di corsa, tra impegni familiari, la spesa da fare, le risate del bambino, tanta gente intorno e per noi solo il tempo del sabato sera. Poi l’autobus dell’alba alle 6.30, il ritorno alle rispettive incombenze lavorative, e ricomincia la giostra.

Quante volte vi ho scritto delle mie paure, della mia ansia, della mia solitudine? Ebbene, queste cose ci sono sempre. Ma allo stesso tempo c’è ancora la voglia di stare insieme, il batticuore dell’attesa, il desiderio di essere abbracciata come solo lui sa fare.

E allora resto sulla giostra, mi stringo più che posso al mio cavallino, sperando che prima o poi non mi giri la testa così tanto da dover scendere.