Le mille bolle blu

28 04 2008

Quand’ero piccola uno dei miei giochi preferiti era fare le bolle di sapone. Finivo il flacone nel giro di 3 minuti netti, e poi ostinatamente provavo e riprovavo a riprodurre in casa la ricetta usando litrate di detersivo, senza di fatto riuscire a generare alcuna magia.

Nonostante le bolle fossero tristemente condannate a scoppiare dopo la loro breve danza nel vento, non potevo fare a meno di soffiare, perchè quegli attimi, in cui il sole rifletteva tutti i colori dell’arcobaleno sulla loro superficie sottile ed impalbabile… da soli quegli attimi valevano la delusione che tutto sparisse poi in un “puff”.

Ed è logico che sia cresciuta con questo senso di meraviglia, di attesa sospesa, di gioia fugace in prossimità dell’assenza. Non riesco a capacitarmi delle sensazioni che provo ancora, belle e brutte, amo lo stupore ed i sorrisi, le carezze ed i baci, il contatto che fa sentire la tenerezza, o la passione.

Solo sfiorando la superficie si può capire se è realtà, o un’altra bolla di sapone.

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