Proprietà privata

24 09 2009

Avviso: post altamente depressivo.

A parte che, se dovessi rinascere di nuovo, farei di tutto per diventare notaio….

Ho firmato l’atto di acquisto di casa. Fino a quel momento ero un’adorabile abusiva. Ieri ho fatto il salto di qualità, sono diventata – come si suol dire – un buon partito. Sono la proprietaria di un gioeillo in miniatura e di un mutuo quindicennale. Vabbè…. Nel giro di un’ora la simpatica notaia napoletana presso cui ho firmato avrà chiuso almeno 3 atti, per un totale di…  – euro più, euro meno – pressappoco 10.000 euro. Cioè, in una giornata intera, se fossi stata lei, me ne sarei potute comprare 3 di case. Ovviamente senza mutuo quindicennale, tutto in contanti, così, sull’unghia fresca di french manicure. Azz…..

Tragicomica avventura per tornare a casa, tra strade interrotte e deviazioni in superstrada. Nel frattempo mi sento alleggerita di un sacco di soldi “veri”, appesantita di debiti “virtuali”, indecisa sulla direzione da prendere sia in senso letterale sia in senso metaforico.

Ho fatto tante scelte, senza poter avere il supporto dei miei genitori, che per motivi legati alla lontananza non hanno concordato con la ditta il progetto, non hanno visitato con me il cantiere, non mi hanno aiutata se non economicamente nell’acquisto dei mobili, non hanno ancora scoperto casa mia se non dalle foto. Dovrebbero venire, ma rimandano ogni volta la partenza. Ho paura di deluderli, ho paura che pensino che ho speso male i loro soldi, ho paura di non essere apprezzata, una volta di più.

E poi, quella che era una mia paura è diventata realtà.  Ieri, che doveva essere un giorno felice per me, si è concluso amaramente. Per il peso delle responsabilità future, certo, ma anche perchè la mia casa dei sogni si è materializzata nella sua essenza. Ovvero, nel suo essere un ostacolo. Un ostacolo per la mia vita di coppia. Perchè se non ci fosse stata, probabilmente io già mi sarei trasferita da lui, lui che non verrà mai a stare da me. Perchè io ora ho questo impegno, bello ma gravoso, e non posso più lasciare tutto per scappare da lui, lui che scappa da me quando può, se può.

E mi sono sentita un’ingrata, pensando a tutti i sacrifici fatti dai miei per accontentare questo mio desiderio, che è e resterà vissuto a metà. Ad intermittenza. Di corsa. Come se fuori dalla porta ci fosse un divieto di sosta.

Così, invece di festeggiare la mia proprietà privata stappando un prosecco che giace, acquistato per l’occasione, da tempo nel mio frigo, mi sono ritrovata nella mia modernissima casa show-room a bere le mie lacrime. Ovviamente sola.

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35 responses

24 09 2009
stellasolitaria

Liviana,

innnazitutto la casera è bellissima e non è uno show room di mobili. Le mie parole saranno avvallate anche dal grande architetto se ricordo bene, la pensava come me, quindi io le prenderei per buone. La tua amica è solo invidiosa.

Tu hai fatto un bellissimo lavoro (ma l’architetto nel momento del bisogno dove è finito??? ) e i tuoi devono rendertene conto e ammetterlo a se stessi e a te. Tu, te l’ho già detto tante volte (adesso basta però) sei una donna in gambissima (oltre che bella, ma gli specchi dove li tieni tu??? vuoi che ti presti il mio???) e prima di tutto devi trovare la stima per te stessa. Se ti rendessi conto di quanto vali (se voi ti faccio un corso, mi ricordo un commento di Eppi da me circa quanto valgo che mi fece sbudellare dal ridere, secondo lei io non ne avevo bisogno, anzi) potresti solo credere che i tuoi saranno contenti. Tu parti dal presupposto che hai fatto male ai loro occhi e se così fai alla fine loro diranno così. I miei pretendono sangue ma poi hanno sempre constatato la mia bravura (beh x quanto una stella possa essere brava). Spesso dico loro che devono baciarsi gomiti e ginocchia ad avere due figli così, ma loro lo sanno benissimo.

Bere lacrime? ma sei impazzita? dovevi chiamare noi e facevamo un Livy party, altro che lacrime. Se vuoi ti noleggio qualche blog amico o real amico??? (Passami le battute, dai)

Però in un giorno così speciale il tuo lui avrebbe potuto liberarsi. Tu lo difendi a spada tratta, ma io come sai, non sono proprio dalla tua. (forse perchè il mio cuore si è un pochini impietrito dopo tutte le bastoste che ho vissuto) (e pensare che secondo qualcuno me la sono anche spassata eh Artur??? marchiata a fuoco la tua pseudo battuta, no basta se no altro che pace, mi dichiara guerra). Capisco il passato, capisco la situazione familiare pesante, ma Livy se è amore è amore…

Ero partita ironicamente simpatica e sono arrivata ad un pessi-realismo. (Alfonso non mi avrai mica contagiato con il tuo pessimismo???) no, no. Io ti vorrei vedere felice e tu felice non sei. Prima o poi arriverete ad un bivio, e ricorda la strada da scegliere ha un cuore e un sorriso.

Un bacio grande e passami le battute, dai Mony

25 09 2009
Liviana

Le tue battute mi hanno fatto sorridere tanto…
Innanzitutto volevo comunicarti che non ho (ancora) lo specchio. Solo uno piccolo per truccarmi e pettinarmi… vedi tu come sto combinata! 🙂
I miei mi hanno comunicato che (forse) verranno il prossimo weekend. Vedremo. Io sono fiera delle mie scelte, l’unica cosa è che avrei voluto sentirli più vicini ed avere il loro supporto morale. Spesso regalare i soldi non basta.
Per quanto riguarda lui, quella sera aveva il bambino e quando c’è il piccolo non mi va che lui dorma fuori. Non è giusto. Il futuro di questo bimbo, credimi, mi sta più a cuore di qualunque altra cosa.
Oggi è venerdì, e per fortuna va meglio. Un abbraccio, L.

24 09 2009
Alfonso Mormile

Non credo di averti contagiata, il mio pessimismo non è tale da poter “infettare” negativamente le persone, trattasi di pessimismo cosimo, ma questo è un altro discorso.
Ritornando al post della gentile “padrona di casa”, leggendo mi sono chiesto perchè trascorriamo una vita per avere una casa a costo anche di sacrifici enormi. Attenzione con questo non voglio accusare nessuno visto che anche io sono tra quelli che si è preoccupato di avere un tetto di proprietà sulla testa. Però mi chiedo: “Cosa è che ci spinge a sacrifici estremi per possedere una casa, se il mondo è la nostra casa e se quando sorella morte ci vorrà a se perderemo tutto senza appello?”. E specifico “casa” perchè è il tema del post, ma la mia domanda andrebbe bene per qualsiasi possedimento a cui l’uomo umano anela. Mi chiedo ancora: “Non ci sarà qualcosa di disumano prodotto dall’uomo umano nel voler possedere, quando l’unico possesso che ci è permesso conservare fino alla fine dei tempi è la nostra anima?”.
Sarà che sono pessimista ma ci vedo un pizzico di masochismo in questo gioco del possesso. Masochismo del genere umano chiaramente, perchè è causa di tutte le guerre e della maggior parte delle dispute tra famigliari ed estranei. Pensate a cosa succede in una riunione di condominio. Eppure la terra è per tutti, il sole è per tutti, le stelle sono per tutti, e la luce, cara stellasolitaria, è per tutti.

Non so se mi sono capito, ad ogni modo lascio una carezza a Liviana con la speranza che il suo “lui” la raggiunga presto.

25 09 2009
Liviana

Grazie per la carezza, sempre ben accetta…. Il fatto è che io avevo due obiettivi nella vita, una casa ed una famiglia. Ed in realtà sto realizzando entrambi, solo che su coordinate geografiche diverse e per il momento non sovrapponibili.
E’ proprio questa “distanza” – che il tempo non colmerà – che mi fa andare in crisi.
Buona giornata, L.

24 09 2009
arthur

Cara Liviana, perché tanto pessimismo?

Niente pacche sulle spalle e niente iniezioni di buonismo, l’unica cosa che voglio dirti è che gli altri, genitori compresi, amano le cose che amiamo noi, se siamo in grado di trasmettere loro un messaggio positivo.

Quindi, se tu sei convinta e fiera delle scelte che hai fatto ma soprattutto se in quella casetta amorevole ( che è poi di questo che stiamo parlando…) ci stai bene, vedrai che anche i tuoi genitori saranno felici per te, al di là di qualsiasi loro critica, che stai pur certa, ci sarà senz’altro.

E per il tuo lui… beh, la bottiglia in frigo c’è, come immagino ci sarà un’altra occasione e allora, quando sarà il momento, prepara una bella cenetta e pasteggia a prosecco alla faccia di tutti e… dippiù dippiù… 😉

Fai la brava!

@ Stella: c’è ancora un seguito al seguito del seguito? 😦

25 09 2009
Liviana

Come ho già detto a Stella, la mia lamentazione partiva dal fatto che a volte il “contatto” telefonico e mentale non basta. Avrei voluto loro qui, a decidere con me, ad aprire gli scatoloni, a litigare con il capo cantiere…. vabbè, a ripensarci meglio così, ci sarebbe scappato il morto 😉
Poi, a onor del vero, ho avuto accanto il mio compagno e la mia amica architetta, quindi proprio sola in questi mesi di scelte non sono stata.
Forse verranno la prossima settimana, e potranno apprezzare la bomboniera giò confezionata!
Baciotti

24 09 2009
arthur

@ Alfonso: scusa se mi intrometto, non ci conosciamo, ma tu lasci sempre carezze così intrise di pessimismo?
Leggendoti, mi hai fatto venire i brividi.

Scusami, ma credo che Liviana in questo momento abbia bisogno solo di “ottimismo cosmico” e di nient’altro, per il resto, c’è sempre tempo.

24 09 2009
stellasolitaria

Arthur,

secondo me tu hai frainteso le parole di Alfonso. Spesso è necessario andare al di la delle parole, e leggere quelle famose righe non scritte.

E poi, la mia era una battuta altro che seguito al seguito del seguito. Non è che hai bisogno di ferie eh Arthurino???

24 09 2009
Alfonso Mormile

Arthur… scusa ma non ti conosco e tu dici di non conoscermi, dove hai letto il pessimismo? Cioè, per te è ottimista chi accumula ricchezze? Probabilmente perchè sei ricco e hai paura di perdere qualcosa, in questo caso il pessimista sei tu.
L’ottimismo cosmico di cui tu parli sai cosa se ne fa Liviana quando si ritrova a brindare da sola nella casa nuova? Se lo beve insieme alle lacrime. Non sono pessimista, sono realista, magari rileggendo e ponendo un attimo in più di attenzione, riesci a leggere bene anche tu.

Un caro saluto.

25 09 2009
Diemme

Cara Livy, ho letto già da parecchie ore questo tuo post, e non ho potuto risponderti subito dati i ritmi pressanti di oggi, in cui ho dovuto incastrare mille impegni.

Ho aspettato, perché per me non è banale rispondere a questo tuo post, perché anche per me il giorno dell’acquisto della mia tanto desiderata casa non è stato un giorno di felicità.

Spero di poter tornare qui con calma, non so se ce la farò a parlarne (a scriverci un post, finora non ce l’ho fatta… )

25 09 2009
Liviana

Ti aspetto, se, quando e come vorrai. Sento però la tua vicinanza e questo mi basta. Grazie amica cara.

25 09 2009
arthur

@ Alfonso: ho capito male. No, non sono ricco e non mi interessa esserlo.

@ Stella: le ferie le ho finite, purtroppo, ma non ne ho bisogno.

25 09 2009
stellasolitaria

Arthurino, era una battutella, ma dove è finito il tuo humor???

25 09 2009
Liviana

@ Alfonso, Stella e Arthur: maddai!
Il mio blog è in questo momento intriso di tristezza, però le vostre incomprensioni mi hanno fatto sorridere….. un bacio!

25 09 2009
stellasolitaria

Livy, ma prendi in giro???
Arthurino, un po’ di humor!!!
Un bacio così ti addolcisci un pochino

25 09 2009
Liviana

No, ma quando mai! Mi hanno fatto sorridere (anche se con un po’ di amarezza) perchè è una dimostrazione in più del fatto che, quando le persone si vogliono bene, basta una sola parola detta a vanvera per generare incomprensioni, silenzi…. però se ci si vuole bene davvero, basta anche qui una sola parola per far tornare il sole e perdonarsi.
E’ stato questo aspetto positivo che alla fine mi ha fatto sorridere.
(Sì lo so, a volte sono proprio criptica, anzi ellittica, parlo della conclusione dei miei pensieri senza spiegarne lo svolgimento. Anche i problemi di matematica li facevo così, e anche se il risultato era giusto la maestra mi metteva i votacci!! 😦 )

25 09 2009
stellasolitaria

Ma no, no, criptico è un onere del grande blogger. Il trono è suo.

Un bacione

25 09 2009
eppifemili

ma no dai!
una casa non ha mai impedito l’amore di nessuno.
Invece è fantastico sapere di avere la propria indipendenza.
Di aver un posto tuo.

percarità!

e poi relativamente al notaio…sarà ma io ogni volta che entro in uno stile notarile,,,,,mi viene un magone. mi viene.
….’NA TRISTEZZA !!!

28 09 2009
Liviana

Sì l’indipendenza dopo 13 anni di convivenze forzose con gente improbabile…. è un sogno!!
I notai che ho incontrato finora erano vecchi, bavosi e puzzavano anche di stantio. Beh per quanto riguarda la notaia con cui ho firmato l’altro giorno, ti devo dire che invece era molto simpatica, alla mano, giovanile e anche molto carina.
Ecco forse perchè ho cambiato idea…. 😉

25 09 2009
kate

Ciao Liviana, beh posso dirti che quando ho comprato la mia mini casa dove vivo con il mio bimbo dal 2005 dopo la separazione, nessuno ha capito che quella casa non fosse per me un ideale ma solo un modo per fuggire dalla vecchia che abbiamo venduto per dividere il ricavato e comprarne due, i miei non mi hanno aiutato, anzi hanno affermato che la mia scelta era stata affrettata e sbagliata….io questa casa non riesco ancora a viverla serenamente, non la riconosco quando torno dai miei viaggi per raggiungere il mio compagno che vive a 700km., non mi da un senso di appartenenza e a volte mi sento soffocare…quello che sto per fare è trasferirmi da lui, e prendere insieme una casa nuova, dove spero mi sentirò libera, senza quei ricordi di una scelta frettolosa…sapessi quanti pianti perchè spesso l’ho sentita come la mia prigione e sapessi che voglia ogni volta di fuggire via chiudendomi la porta alle spalle…magari quando mi sarò sistemata la venderò, per ora è una base in cui tornare almeno durante questo primo anno.
Non disperare ok, e non sentirti in colpa per aver speso male i soldi dei tuoi…hai scelto quella casa e anche se è il primo giorno rifletti sul fatto che se non la senti tua anche con un pò di tempo potrai sempre cambiarla.
Di scelte c’è ne sono sempre 2 e tu sei libera di scegliere…fatti coraggio ok?
Un abbraccio la tua nuova collega di blog Kate

P.S. certo che puoi usare quei versi per il tuo compagno. 😉

28 09 2009
Liviana

Grazie del tuo racconto Kate…. Ti auguro di avere tanta felicità nella tua nuova destinazione, vedrai che sarà fantastico ricominciare con una persona che ti renderà felice…. non penserai più a questo momento di transizione, vedrai!
Un abbraccio, L.

25 09 2009
Diemme

Anch’io, quando ho comprato casa, ho brindato con spumante e lacrime. Ho scoperto con il tempo che non sono stata la sola.

C’è un qualcosa di particolare nell’acquisto e nell’arredo di una casa, che va al di là della casa stessa. Si compra casa, perché, con i soldi di chi, per abitarci con chi?

Un mio carissimo amico, costruttore, che in passato aveva avuto un’agenzia, mi racconta di quella che per lui era stata una bizzarra esperienza: in una stessa giornata aveva venduto un monolocale seminterrato e un attico e superattico megagalattico.

In entrambi i casi, l’uomo che l’aveva contattato e che aveva visto la casa in prima battuta era tornato con la propria moglie/compagna.

Alla donna destinata al seminterrato brillarono gli occhi quando vide l’appartamento, e continuava a chiadere al suo uomo con voce emozionata “Ma veramente sarà nostra? Veramente possiamo permettercelo?” e continuava a sognare tendine qua, divano là, tavolo in quest’angolo, con una sognarola galoppante.

L’altra, visitando l’attico, storceva la bocca annoiata lamentandosi per questo o quel particolare che proprio non gradiva.

(Ti devo lasciare, torno)

26 09 2009
Diemme

Rieccomi.

Dunque, la casa per ognuno di noi ha una valenza particolare. Io non mi sono mai sentita a mio agio nella casa dei miei genitori: in particolare, avendo studiato all’estero, i miei fratelli in mia assenza si erano “allargati”, e non ne hanno voluto sapere di “restringersi” al mio ritorno, né i miei genitori hanno preso nessuna posizione. (e anche all’estero, che te lo dico a fare, non ci fu mai destino di avere una casa “mia”).

Poco dopo mi sposai, e per un motivo che non ti sto a dire (ma che segnò secondo me la fine del matrimonio qualche mese prima che questo fosse contratto) la casa che doveva essere di entrambi fu solo sua.

Te la faccio breve, sembravo destinata a non avere mai al mondo un posto mio. Poi, mi capitò una casa in affitto (era l’epoca dell’equo canone, non si trovava niente, almeno niente di regolare, e non si affittava neanche a nero a persone che avessero le carte in regola per chiedere una regolarizzazione), ed è in questa casa, che più in là acquistai, che ancora vivo.

Sono morbosamente legata a questa abitazione, comprata immediatamente prima del crollo della prima repubblica e quindi, dato il mutuo in valuta estera, pagata col sangue.

Anche per me venire in questa casa in affitto significò non poter decidere di andare a vivere col mio compagno, ancora peggio che con l’acquisto, perché bene o male con un mutuo, pure se lo paghi per una casa in cui non vivi, stai sempre costruendo qualcosa, ma l’affitto è un esborso non finalizzato, id est, soldi buttati.

Un giorno litigai con mio padre (non avrei rifatto pace mai più), e dall’epoca furono una serie di ritorsioni da parte dei miei (il sistema migliore per farmi incaponire sulle mie posizioni), fino ai “dispetti” finali in fase di acquisto della casa, che mi resero decisamente più difficile.

Firmato il rogito, presi una bottiglia per festeggiare, e la portai a casa di una mia ex insegnante, che da sempre mi aveva fatto da madre, vista la latitanza della mia.

Con B. era appena finita.

28 09 2009
Liviana

Quando leggo della tua vita mi sembra di vivere le avventure di una eroina romantica…. capisco il tuo senso di appartenenza verso casa tua, la voglia di una dimensione a tua misura, una base su cui costruire.
Tu hai avuto la tua amica insegnante con cui brindare, io nessuno.
Sabato sera avevo invitato lui a mangiare il pesce, per festeggiare. All’ultimo momento si sono auto-invitati due amici. Bella serata, ma per l’ennesima volta, quando io avevo bisogno di intimità e raccoglimento, ho dovuto soprassedere. E soprassiedi oggi, soprassiedi domani, io alla fine mi stufo! E andrà a finire davvero che quella bottiglia me la bevo da sola!!

27 09 2009
anarchia99

La differenza tra un avvocato/notaio investito e un finanziere (o metteteci anche altra professione)? Che davanti al finanziere ci sono i segni della frenata!!

Beh, a parte questa piccola parentesi sperando di regalare un sorriso alla padrona di casa, devo dire che la tua casa dalle foto è fashion, ma soprattutto è TUA!!! Quindi devi esserne orgoliosa e fiera e non farti troppe seghe mentali. Ce l’hai fatta e l’hai anche fatto bene. Brinda a questo e per il resto…cerca di non pensarci, e solo il tempo potrà darti una risposta.

Ora goditi il momento, altrimenti perderai anche questo!

P.s. anche noi stiamo per infilarci nel tunnel della casa, assieme a quello della famiglia. solo un piccolo passo ci separa da ciò: il lavoro. Attendo alcune risposte che potrebbero permetterci finalmente di costruire qualcosa di concreto assieme!!

28 09 2009
Liviana

🙂 Sorriso strappato….
“Al valore di ogni singolo giorno” dice Jack Dawson nel “Titanic” (perdono, l’ho visto a sprazzi ieri sera prima di crollare dal sonno).
Il singolo giorno è bellissimo, è l’insieme che ogni tanto mi difetta 😉
In bocca al lupo per il lavoro, è bellissimo quando due persone hanno voglia di stare insieme, costruire, dare vita ad una nuova famiglia.
Io per il momento (e per chissà quanto ancora) sono ferma al 1° punto.

28 09 2009
Annalia

Liviana cara, quando ti leggo penso che vorrei essere come te….Hai un’anima vera, pura, profonda….Non farmiti sentire triste. Lo so, la vita è fatta di piccole cose, piccoli momenti che ti riempiono il cuore. Quando mancano, si sente, cavolo! Quello che conta, però, è non sprofondare….
Ricordati che per ogni pentola c’è sempre il suo coperchio (me lo diceva mia nonna quando venivo lasciata da qualche fidanzato o pseudo-tale)……non so se sono riuscita a spiegarmi…A quando il caffè? Scegli tu.

29 09 2009
Liviana

Carissima, grazie per i complimenti… ma perchè scusa, tu non sei come me? Se siamo amiche vuol dire che ci siamo scelte, che abbiamo molto in comune (prof. a parte)…..
Facciamo così, settimana prossima o lunedì o mercoledì passa da me, così vedi pure casetta! Bacio

29 09 2009
Annalia

Ok! Perfetto per entrambe le soluzioni (lunedì o mercoledì). Ti chiamo sicuramente prima. Bacio

28 09 2009
Giovanna Amoroso

Cara Liviana,

vedrai che presto tutto si sistemerà… ne sono certa!

Sei già riuscita ad avere un “nido” tutto tuo, e ciò è sicuramente una bella conquista! Il resto verrà da sè…

Un abbraccio con tutto il cuore

Giovanna

29 09 2009
Liviana

Non vedo l’ora di riempire il mio nido…. anche se la casa è piccolina, è ancora troppo vuota 😦

30 09 2009
Irish Coffee

cosa penso?
che tu abbia fatto la cosa giusta
hai messo le radici, un punto fermo prima o poi ci deve essere
complimenti perchè. credimi. oggi come oggi non è da tutti assumersi una responsabilità come questa
non dico…un domani la puoi rivendere senza perderci una lira…credo tu lo sappia già
stà di fatto però che hai dimostrato a te stessa, ed un giorno lo capirai, che per te esistono delle importanze
e gli altri, almeno coloro che dicono di volerti bene, dovrebbero capirle e assecondarle
cammina a testa alta ragazza, e stappa la bottiglia
😀 brindo io con te!!
un bacione

1 10 2009
Presidente di Bananas Republik

quoto alla grande Irish coffee, hai messo un punto fermo nella tua vita

“Un ostacolo per la mia vita di coppia. Perchè se non ci fosse stata, probabilmente io già mi sarei trasferita da lui, lui che non verrà mai a stare da me”

ma perchè scusa….
il fatto che tu sia proprietaria di una casa, non ti impedisce in futuro di fare altre scelte, di riaggiustare i piani, di dare una svolta differente alla tua vita se necessario.

Bisogna vedere tu che cosa vuoi. E con chi. E dove.

Goditi il momento, mia cara Livy

a volte noi esseri umani siamo strani, troviamo tutte le ragioni del mondo per vedere il bicchiere mezzo vuoto e per darci le mazzate da soli. e allora lì a pensare ai tuoi genitori, alla tua vita bloccata….

goditi la tua casa

e’ un momento magico, niente lacrime ma piuttosto voglia di assaporare fino in fondo un momento importantissimo.

3 11 2009
messier

Mi dispiace sentire che una persona è sola.

4 11 2009
Liviana

Messier, nasciamo soli e moriamo soli. Il problema è riempire questa parentesi tra nascita e morte.
Benvenuto!!

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